Febbraio 2003
Egregi tulliani,
il tempo scorre inesorabile, e risulta da cose come:
a) la crescente difficoltà ad allacciarsi le scarpe restando in piedi;
b) il fatto che donne alle quali fino a ieri cedevamo il posto in autobus adesso ci invitano ai party;
c) il passaggio da due pacchetti di Celtique a mezzo pacchetto di Pall Mall Special One (di più leggero
c'è solo l'aria di Livigno);
e) la crescente competenza sui programmi televisivi del sabato sera, e il disappunto per il fatto che ancora nessuno
abbia pensato di trasmettere le repliche di Andromeda.
In materia tullica, le evidenze sono ancora più chiare. Parlo per me, è ovvio, e anche questo è
un segnale che il tempo passa, dato che invecchiando si tende tutti a diventare egoisti e a disinteressarsi di
quello che pensano gli altri. Ieri, e non so come mi sia venuto in mente, mi son seduto in poltrona a leggere un
giallo e ho deciso di ascoltare Stormwatch. Nella mia testa, Stormwatch è un disco recente. Tutto di un
tratto, ho realizzato che Stormwatch ha quasi venticinque anni. Bravo coglione, direte voi, non lo sapevi? Per
saperlo, lo sapevo; è solo che non ci avevo mai pensato, non in questi termini.
Allora mi son messo lì, ho posato Montalbàn per terra e ho deliberatamente lasciato che i ricordi
affluissero. Stormwatch me lo aveva regalato mia mamma, attorno al 1980. Al tempo avevo finito le medie da poco
o facevo i primi anni di liceo. Non avevo la barba, ma anche l'avessi avuta non ci sarebbe stato nemmeno un filo
bianco. Studiavo poco, per meglio dire non facevo un cazzo dalla mattina alla sera, e alternavo l'ascolto dei Jethro
a quello di Impressions di John Coltrane. Tralascio i resoconti delle prodezze onanistiche, che credo essere più
o meno in linea con quelle dei comuni preadolescenti.
A un certo punto, mi è tornata in mente la sensazione curiosa che avvertii la prima volta che ascoltai Stormwatch,
North Sea Oil: un senso di minaccia (ne ho parlato con Palmer, una volta), una specie di timore, di paura che stia
per succedere qualcosa di brutto. Ho cercato di capirne la causa, e mi sono sforzato di ricordare ancora, di aggiungere
particolari. Il ricordo di quel groppo allo stomaco si è fatto più nitido, fisicamente più
sensibile: Il risultato è che non ho capito la causa del groppo di allora, ma sono restato lì con
quello di adesso.
Punto, due punti, punto e virgola.
PERSIO

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